Stasera ero in tram.
Leggendo questo passo del libro di Andrè Aciman mi sono alienato completamente. risultato: ho sbagliato la fermata e mi sono trovato quasi a Corsico, dovendo poi tornare a casa a piedi.
Ma ne è valsa la pena.
Eravamo in un luogo che era mezzo ghetto e mezza oasi, in un mondo di solito crudele e implacabile dove di colpo non ci sono sconosciuti che vagano come ubriachi , dove non giudichi male gli altri e gli altri non ti giudicano, dove semplicemente ci si conosce, e ci si conosce così profondamente che privarsi di tanta intimità è sinonimo di galut, che in ebraico vuol dire esilio e diaspora. E dunque lui era il mio ritorno a casa?
Tu sei il mio ritorno a casa. Quando sono con te e insieme stiamo bene, ecco, non voglio altro. Grazie a te mi piace ciò che sono, ciò che divento quando sei con me, Oliver. Se esiste una verità al mondo, è quando sono con te che la scopro, e se un giorno troverò il coraggio di rivelarti la mia, ricordami di accendere una candela su ogni altare di Roma in segno di ringraziamento.
Spero che un giorno anche io sarò in grando di scrivere parole tanto belle. Scriverle. Per Sempre.
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E' tantissimo tempo che non scrivo qui. mi dispiace abbondarti caro blog, ma sono ancora nuovo al felice delirio in cui vivo ora.
Stasera mi ha preso una voglia incotrollabile di scrivere durante un concerto.
10 anni fa usciva Mediamente Isterica, un album che ho amato moltissimo all'epoca. Era un manifesto per me, ne conosco ogni minima sfumatura. Venerdì scorso è uscita una versione per celebrarne i 10 anni, e stasera Carmen Consoli si è esibita in concerto con i stessi pezzi del 98. Come 10 anni fa, stessa grinta, stessa grandiosa energia.
Mentre cantavo a squarcia gola mi è passato un fulmine in testa.
10 anni.
10 anni fa ero qui a cantare le stesse canzoni, con la stessa emozione.
cosa facevo 10 anni fa? dov'ero? chi ero?
Mi ricordo ancora com'ero vestito al primo concerto del tour di mediamente isterica. mi ricordo l'inquietudine. mi ricordo il peso del liceo sulle spalle e il macigno del primo amore nel cuore. Mi ricordo la voglia fare, qualsiasi cosa purchè fosse enorme, importante, di rottura, lontano da quella terra dove davanti a me c'era solo mare e dietro alle spalle monti lontani innevati.
Oggi alla tappa di 10 anni dopo ho i capelli piu corti. i pesi sono entrati nel cuore rendendolo piu pesante, ma anche, anzi soprattutto piu grande. lo stesso è successo con le spalle. Divido la vita con delle presone incredibilmente grandiose, e una di queste mi ama davvero. Anche adesso ho una voglia incredibile di fare qualcosa di enorme, e il bello è che sta che sta già succedendo. Riesco a guardare il cielo e dire grazie, sapendo che non sto guardando le nuvole ma che mi sto guardando dentro.
E Carmen mi ha salutato al telefono dopo il concerto, mentre in taxi me andavo in una casa che ancora non ho.
E in mezzo cosa c'è stato? tutto:la fuga, la città iperbolica, le delusioni, gli aerei, le vittorie, i treni e sempre le valige in mano, l'entusiasmo folle e gli errori seri, le occasioni perse per sempre e i doni scesi dal cielo, l'inquietudine e il riscatto da una vita che non riuscivo piu' a vivere. Ma il vero protagonista è stato l'amore. Quello pazzo, quello di poche ore,quello che credi tale, quello che sembrava giusto e quello che sapevi sbagliato, quello verso te stesso, quello per la città dove vivi, quello che ti fa svegliare la mattina e quello che non mi ha fatto chiudere un occhio per mesi, quello incondizionato e quello che, come missione, devo condividere.
E adesso cosa ci sarà?
C'è un credo che mi ha cambiato la vita e me la cambierà ancora radicalmente.
Ci sei tu, nato lontanissimo e ora così vicino, che chiudi in te mille risposte e il doppio delle domande di cui scoprire le risposte.
E sono sicuro che una di queste, risponde a tutte.
Mi sei mancato Arthur.
Take Care
Nick

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Da troppo tempo non scrivo qui.
Lavoro tutti i giorni. Monday no difference from Sunday.
E' pesante a volte ma ne sono felice. Moltissimo.
Ho pregato cosi' tanto per avere questo lavoro.
Ora provo a me stesso, alla luce, al mio capo e a chi lavora con me che se mi chiedi 10 io ti do 1000.
La vita procede bene allora.
Gli amici, gli amori, i sorrisi e le carezze.
E' in una domenica di sole come questa, in questo ufficio vuoto, nelle parole di chi nel cortile fuma una sigaretta prima di lavorare, nei gesti di chi lavora per intrattenere, e' proprio questo il momento in cui mi sento fortunato.
E' un previlegio vivere questa vita. un previlegio viverla cosi'.
Grazie. Di cuore.
Take Care Arthur
Nick
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Una volta in una lezione di Yehuda Berg leggevo dell'importanza del sogno, su come spesso la luce ci parla attraverso questo.
Allora ho chiesto di poter sognare anche io. Di solito i miei sogni non li ricordo mai.
Passa un po di tempo.
E 2 notti fa ho fatto un sogno molto dettagliato.
Mi sono svegliato di colpo.
Ci ragiono da giorni su quel sogno.
E ho capito che devo ascoltare quello che mi ha detto.
Non è facile, ma cosa lo è?
Fa male e questa mia reazione mi fa piuttosto incazzare.
Ma alla fine dei conti, meglio così. Molto meglio.
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Una vita che comincia da capo.
C'è il nuovo lavoro, la novità piu grande.
Non smetterò mai di ringraziare la luce per avermi dato questa opportunità.
Ci sono nuove sfide da affrontare, ci sono nuove facce a cui sorridere.
Ci sono nuovi dischi da ascoltare e nuove parole su cui riflettere.
Ci sono nuove paure da sconfiggere e nuovi libri da leggere.
C'è chi ti vuole a terra e chi dentro una propria carezza.
Chi ama averti e Chi ama solo l'idea di poterlo fare.
Credi a quello che ti hanno detto una volta: Non hai nemici.
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