Mi sono mancate tanto le tue ninna nanne, i tuoi suoni per farmi correre più veloce in treno e quelli per farmi chiudere gli occhi in aereo.
Mi sei mancato tanto.
Nick
giovedì 31 maggio 2007
lunedì 28 maggio 2007
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Parla |
Ti siedi e ti guardi intorno. Qualcuno ti lancia un tappo. E ti metti a scrivere. Come se tutto il segreto delle cose che hai fatto e di quelle che farai in futuro sia rinchiuso proprio lì, in quel suono. Tac. Sorridi perchè immagini tutta una vita che potrebbe essere. Abbiamo tanti film potenziali nella nostra vita dice la mia insegnate di Kabbalah. Quello di cui ho avuto un flash lo vorrei proprio vedere. Forse la felicità sta proprio prima di quella parentesi chiusa con scritto THE END.
venerdì 18 maggio 2007
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Going to a town |
Amo questo video
giovedì 17 maggio 2007
martedì 15 maggio 2007
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Tuttalpiù Muoio |
Ho inziato a leggere "Tuttalpiù Muoio" per curiosità, anzi grazie alla recenzione di un lettore tra i "colpi di fulmine" della Fnac di Milano.
Ho smesso di andare al lavoro in macchina e adesso prendo la metro per leggerlo nel tragitto. E' una droga.
Non avevo idea di chi fosse Filippo Timi, ma già dalle prime pagine del libro gli volevo bene.
Rivedevo tante cose del mio passato e tante del mio presente nelle sue.
Ho poi scoperto che Filippo ha recitato in tanti film, tra cui Saturno Contro. Che sorpresa!
Filippo è mezzo cieco e balbuziente. Anche io da bambino balbettavo. Mi ricordo la sensazione tremenda di impotenza. Del voler dire 100 cose di corsa e non riuscire nemmeno ad iniziare a dirne una. Era come un grido dentro che nessuno sente. Con gli anni mi è passata. A Filippo no, ma quando recita non esita un secondo ed è bravissimo.
Sono pazzo di Filippo. Sembra uno di quei personaggi di cui mi innamoro sempre: turbolenti, tormentati e che non stanno mai fermi.
Strana scoperta in questo Maggio che mi osserva studiandomi.
E' un libro che mi ferisce sul vivo, perchè parla anche della mia provincia, del mio soffocare, del mio scappare e del mio tornare. Mi ferisce sì, ma lo adoro e non posso fare a meno di esserne innamorato.
Bella scoperta quel libro, davvero.
domenica 13 maggio 2007
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Il giorno della famiglia |
Al Family Day in Piazza San Giovanni ieri c'erano 250mila persone. Tutte a sventolare striscioni contro i Dico e a mostrare inermi bambini come trofei ideologici. Una festa dell'intolleranza, un giubileo al contrario, dove con un sorriso pacifico in volto si gridava alla guerra. Una guerra contro l'amore.
A proclamarla c'erano anche tanti politici che decantavano le lodi della famiglia cattolica e conservatrice.
Prendiamone uno a caso: Silvio Berlusconi.
Berlusconi ha fatto uno dei suoi soliti anatemi sul valore della famiglia, sui Dico che non vanno bene e sulla Chiesa che lavora per noi.
Silvio Berlusconi ha 5 figli con due mogli diverse, e un mese fa è stato fotografato in una villa in Sardegna con cinque belle ragazzotte, di cui due stavano sedute sulle gambe.
Anche io vorrei avere tanti figli e quando diventerò un attempato signore avere cinque ragazzoni seminudi seduti sulle mie gambe in un villone, ma poi mi verrebbero un pò di scrupoli ad andare a parlare di famiglia in un convegno cattolico.
Dalle foto che vedo oggi sui giornali, una mi ha colpito. C'è uno striscione che dice " Noi vogliamo vivere come la famiglia di Nazareth". Dopo tante letture sull'argomento, mi risulta che la famiglia di Nazareth a cui fanno riferimento sia stata una famiglia numerosa, con un padre silenzioso ma presente e una madre dedita all'amore dei suoi figli ma turbata per la straordinaria inquietudine di uno di questi. Non vedo il nesso tra l'avere una famiglia numerosa, e possibilmente felice, e intervenire sulle scelte di quella del vicino di casa. La famiglia di Nazareth non l'ha mai fatto.
Credo fermamente che la religione cristiana porti in sè un messaggio meraviglioso, semplice e potentissimo, ama il tuo prossimo come te stesso, ma che di questo credo venga fatto un uso criminale e i primi a farlo sono i parroci, i vescovi e il papa in primis.
Non ci si può fare portatore universale di un messaggio in cui non si crede.
A Piazza Navona c'erano 20mila persone che vorrebbero più laicità nelle scelte del governo, più concretezza per le promesse fatte alle coppie di fatto.
Io mi schiero tra queste.
Stamattina su Repubblica Vittorio Zucconi, un giornalista tostissimo che ha una famiglia vera e vive a Washington, ha scritto un bellissimo editoriale, che trovate su repubblica.it
A me ha colpito questo passo:
"Se ho bisogno di andare su una piazza con il bambino in collo e quello più grandicello a rimorchio che dopo un po' comincerà a non poterne più, per dimostrare quanto ami la famiglia, quanto io sia buono e quanto odi coloro che non ce l'hanno o l'hanno formata in altre maniere, dimostro di non credere poi tanto alla famiglia, di avere bisogno di una conferma esteriore ed estetizzante della mia incerta dedizione, di voler esibire quello che per dovrebbe essere naturale e indiscutibile, il fatto che sono fedele a mia moglie (vero?) e fedele all'impegno che mi sono preso mettendo al mondo bambini.
Il "Family Day", come si dice in Italia, non è un biglietto Trenitalia con lo sconto del 20% o una pullmanata al seguito del buon parroco o del segretario provinciale del partito, un giorno di maggio. Il giorno della famiglia è oggi, domani, dopodomani, perché ogni day è un family day, per chi ce l'ha e per chi l'ha costruita sul solo materiale che serve, e che non conosce sesso o età, ed è l'amore. L'esibizionismo della piazza è l'esatto contrario della tenerezza, della intimità, che la famiglia dovrebbe rappresentare.
Parlate male di chi volete. Negate le leggi che volete negare. Chiedete ciò che volete, dalla piazza, perché è vostro pieno diritto farlo, come è mio diritto non ascoltare chi predica l'esclusione, e non l'inclusione, ma abbiate pudore degli innocenti."
Take Care
Nick
venerdì 4 maggio 2007
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Il problema è essere più felici di quanto si potesse immaginare |
Oggi ho finito di vedere Remì.
Ci è voluto più di un anno per affrontare l'epopea del povero ragazzo, troppe le angherie subite da quel destino di cui in ogni puntata si parla.
Remì ti voglio bene.
Vorrei avere un figlio che somigliasse un pò a te, un fratello con il tuo stesso coraggio, un'anima mia così nobile come la tua.
Take Care adesso che sei grande e che sei felice, nel modo che intendi tu.
Nick




