Ho aspettato un po prima di scrivere del viaggio in Israele.
Sono tornato domenica notte e faccio ancora a capacitarmi dell'esperienza.
L'energia che si percepisce in quel posto è così estrema.
Il Rosh Hashanah è stata una lotta, nel vero senso della parola.
Il suono dello Shofar, quella pulizia che promette, mi terrorizzava.
"We are one" gridavano tutti. 3000 persone insieme. Ebrei, Arabi e tutti gl'altri.
Poi Gerusalemme. Incredibile. Energia fuori controllo.
Ho perso l'equilibrio mentre parlavo per ben due volte senza spiegazione.
Come se un treno di energia mi avesse investito.
Betlemme, sull'autobus antiproiettile e l'esercito come scorta.
La sensazione provata nel toccare la tomba di Rachele, e le lacrime che non smettevano di scendere lì. Non ho ancora capito perchè e questo mi inquieta.
Hefron, la città occupata, i patriarchi sepolti, i canti in ebraico e quelli in arabo, i ragazzini con i mitra e gli sguardi.
La purificazione in una grotta a 250 metri sotto il suolo a Gerusalemme, camminando per 30 minuti nel buio piu totale con l'acqua fino alle ginocchia.
La bellezza mozzafiato della galilei, dove i saggi sono sepolti.
25 ore di digiuno totale, no acqua, no cibo no tecnologia durante lo Yom Kippur.
Il mercato di Tel Aviv in piena notte e i sacrifici dei polli per il Kapparot.
La violenza che si percepisce sul santo sepolcro.
Tante le lacrime versate, tantissime. La testa che scoppiava dal sussegursi di emozioni.
Ho imparato tanto da questo viaggio.
Cercare i miei blocchi, rimuoverli, il lasciare andare come atto di amore estremo, la consapevolezza di un ego da combattere senza riserve, e la forza da trovare per dirsi tutto sarà magnifico.
Pur non essendo "contemplato" nel mio percorso spirituale, sul lago di tiberiade e mentre attraversavo stupito Via Dolorosa a Gerusalemme, ho pensato a Gesu'.
A quell'uomo reso straordinario dai dubbi che aveva, dalle domande che poneva a sè.
Mi sono rivisto in quel Gesù inquieto, problematico, difficile da capire per chi gli stava intorno. Lui ha trovato le risposte, io no.
Ma ci sto lavorando.
venerdì 28 settembre 2007
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Estremo |
martedì 11 settembre 2007
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Partire verso Tel Aviv per un nuovo inizio |
Stanotte parto, vado in Israele.
Di base sarò a Tel Aviv, ma mi sposterò verso Gerusalemme, il Mar Morto e la Galilea.
Vado per il Rosh Hashanah e per lo Yom Kippur.
Quando ho progettato questo viaggio mi immaginavo di andarci lucido e concentratissimo.
Poi con tutto quello che è successo, e molto altro, mi trovo spaesato, confuso,molto turbato.
Molto probabilmente è proprio questo il mood con cui dovevo andare, un prova in più per riuscire a trasformare la mia vita.
Perchè di questo tratta il Rosh Hashanah: annientare la negatività del passato e progettare un nuovo anno splendido.
Lascio alle spalle un amore immenso finito in modo rovinoso, tantissimo dolore e caos, tante lacrime versate e poca luce.
Voglio trovare abbondanza al mio ritorno. In tutto. Nei miei amici, nel lavoro, spirituale e nell'amore.
Ho paura di moltissime cose adesso.
Ma la affronterò, è una lotta impari ma farò di tutto per vincere.
Take Care blog
Nick
P.S: Buon 5768 a tutti!
sabato 8 settembre 2007
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Uno fra mille. |
H. 4.11..
Stasera era nel locale dove sono andato con i miei amici.
All'inizio ho avuto una brutta reazione. Poi ho pensato. E sono rimasto.
Diventerà presto un viso tra i tanti. Presto.
giovedì 6 settembre 2007
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Sembra ieri ma è già domani |
Quante verità in questa canzone
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Sono stata troppo fermo ad amarti e a cucinare |
Mi distraggo come posso.
Cucino tantissimo e canto canzoni della Goggi.
Un mio saggio amico dice che c'è una canzone della Goggi per ogni momento della vita.
Quanto è vero!
Cucino e sembro tranquillo ma poi la testa torna sempre lì, su quel cuore al centro di una torta: nessuno lo vorrebbe toccare, ma prima o poi bisognerà tagliarlo
Nick
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Un istante che dura una vita |
Dentro questa serie c'è tutto:la durezza delle circostanze, la violenza abnorme della vita, la morte, l'abbandono, la voglia di rialzarsi e il voler dirsi che comunque vada c'è speranza anche per sè.
Andate al minuto 4:53 se non volete sorbirvi il filmato.
In quell'abbraccio veloce ma infinito c'è la storia di tutte le relazioni impossibili.
L'amarezza dell'abbandono e la consapevolezza spietata del lasciare andare, contro il proprio volere, per il bene comune.
Candy ti voglio bene, anche questa volta sei qui con me.


