Estremo
Ho aspettato un po prima di scrivere del viaggio in Israele.
Sono tornato domenica notte e faccio ancora a capacitarmi dell'esperienza.
L'energia che si percepisce in quel posto è così estrema.
Il Rosh Hashanah è stata una lotta, nel vero senso della parola.
Il suono dello Shofar, quella pulizia che promette, mi terrorizzava.
"We are one" gridavano tutti. 3000 persone insieme. Ebrei, Arabi e tutti gl'altri.
Poi Gerusalemme. Incredibile. Energia fuori controllo.
Ho perso l'equilibrio mentre parlavo per ben due volte senza spiegazione.
Come se un treno di energia mi avesse investito.
Betlemme, sull'autobus antiproiettile e l'esercito come scorta.
La sensazione provata nel toccare la tomba di Rachele, e le lacrime che non smettevano di scendere lì. Non ho ancora capito perchè e questo mi inquieta.
Hefron, la città occupata, i patriarchi sepolti, i canti in ebraico e quelli in arabo, i ragazzini con i mitra e gli sguardi.
La purificazione in una grotta a 250 metri sotto il suolo a Gerusalemme, camminando per 30 minuti nel buio piu totale con l'acqua fino alle ginocchia.
La bellezza mozzafiato della galilei, dove i saggi sono sepolti.
25 ore di digiuno totale, no acqua, no cibo no tecnologia durante lo Yom Kippur.
Il mercato di Tel Aviv in piena notte e i sacrifici dei polli per il Kapparot.
La violenza che si percepisce sul santo sepolcro.
Tante le lacrime versate, tantissime. La testa che scoppiava dal sussegursi di emozioni.
Ho imparato tanto da questo viaggio.
Cercare i miei blocchi, rimuoverli, il lasciare andare come atto di amore estremo, la consapevolezza di un ego da combattere senza riserve, e la forza da trovare per dirsi tutto sarà magnifico.
Pur non essendo "contemplato" nel mio percorso spirituale, sul lago di tiberiade e mentre attraversavo stupito Via Dolorosa a Gerusalemme, ho pensato a Gesu'.
A quell'uomo reso straordinario dai dubbi che aveva, dalle domande che poneva a sè.
Mi sono rivisto in quel Gesù inquieto, problematico, difficile da capire per chi gli stava intorno. Lui ha trovato le risposte, io no.
Ma ci sto lavorando.



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